Lavoratore A1, facciamo il punto con Francesco Ferrando


L’ASLA Genova toglie, l’ASLA Genova dà.
Nel giugno 2017, la compagine di Alessandro Scarcella tolse alla Cattolica Bogliasco la possibilità di vincere la Coppa Lavoratore UISP, superandola di misura (1-0) nella finalissima giocata al “Luigi Ferraris”. 

A distanza di otto mesi proprio lo storico club fondato nel 1992 ha regalato indirettamente ai bogliaschini il titolo di Campione d’Inverno del Campionato Uisp del Lavoratore a 11 giocatori – serie A1, piegando nel recupero dello scorso 3 febbraio la Fia Italbrokers, che tallonava ad un solo punto gli uomini di Giovanni Consigliere e confidava nel sorpasso.  

Invece, un po’ a sorpresa, ha prevalso per 2-1 l’ASLA grazie soprattutto ad uno straordinario Samuel Muyiwa Erebowale, che ha realizzato la doppietta decisiva.
La sua esuberanza fisica, il suo fiuto del gol (sesta marcatura stagionale) sono risultati fatali per il team di Mario Torti, che ha risposto solo in parte con uno spunto di Mauro Narizzano, altro “puntero” di sicuro affidamento.
La vittoria dell’ASLA è figlia anche di un collettivo affiatato e determinato, che nelle occasioni di gala tira fuori il meglio di sé.
Con questi due punti sale a quota 13 e deve ancora recuperare la partita con il Valleggia.
Un’altra affermazione aprirebbe scenari impensabili sino a qualche giorno fa, con Marco Bracco e soci che si porterebbero a sei punti dalla vetta in caso di un’altra vittoria. 

Ma, più realisticamente, la lotta per il titolo dovrebbe riguardare tre squadre: Cattolica Bogliasco (punti 21), Fia Italbrokers (20) e Genova Calcio Anni 50 (18).

I “cattolici” hanno ottenuto per la prima volta un secondo posto nel 2016-2017 e ora si sono laureati per la prima volta Campioni d’Inverno.
Sono cresciuti costantemente, anno dopo anno, acquisendo sempre maggior qualità e consapevolezza.
Dalla loro parte c’è pure un entusiasmo contagioso, che fa rendere tutti al 110%.
La difesa, poi, è impermeabile (appena 7 reti subite), l’equilibrio tra i reparti quasi perfetto e un solo KO in dodici gare rappresenta un biglietto da visita significativo. 
Ma quell’unico scivolone è stata in realtà una caduta rovinosa. Perché avvenuta nello scontro diretto con la Fia Italbrokers, che ha trionfato con un fragoroso 4-0.
In pratica, i biancazzurri hanno segnato da soli più della metà dei gol subiti dalla Cattolica Bogliasco.

Insomma, in un campionato incerto e combattuto come non mai, gli “assicuratori” partono nel girone di ritorno leggermente favoriti.
Perché hanno una grande voglia di riprendersi quello “scudetto” che manca da tre stagioni: quasi un’eternità per un club abituato a vincere spesso e volentieri.
E perché davanti il trio Giacinto Zito-Edoardo Grosso-Davide Narizzano (30 centri in tre) fa paura a tutti.
Per non parlare dell’abitudine a combattere per i grandi traguardi, insita nel DNA della società. 

Il terzo incomodo, per così dire, è il Genova Calcio Anni 50, che domina la scena dal 2014-2015.
Nell’attuale “temporada” ha avuto un avvio balbettante, ma piano piano il team di Massimo Francioso si è ricompattato , ha cominciato a macinare gioco e successi e, al momento, sembra la squadra più in palla.
Tre punti di ritardo sono pochi e la ben nota competitività del gruppo, che al pari della Fia è affamata di sempre nuovi trionfi, garantisce un girone di ritorno al massimo dei giri.
Inoltre, i vari Aloi, Traggiai, Molinaro fanno certamente la differenza a livello amatoriale. Il tocco in più arriva dal bomber Fabio Finelli, ex Longobarda, che ha già “timbrato” 14 volte e divide la vetta della classifica cannonieri con Luca Laudisi, del Sori. 

Veniamo alla zona retrocessione.
La prima parte del campionato ha detto che il Real Quezzi EAM Edilizia Artigiana Moderna, ultimo con soli 4  punti, ha già un piede in A2.
L’altro indiziato è l’Ospedale San Martino, che era partito bene, ma adesso si trova sul penultimo gradino a quota 8, complice l’estrema gioventù della rosa e la difficoltà a schierare la formazione più competitiva in tutti gli incontri:
Obiettivamente è impossibile indicare la terza, possibile retrocessa (ricordiamo anche che la quart’ultima dovrà spareggiare con la terza classificata del Lavoratore A2 per mantenere la massima categoria).

Da Sori e Saint Trappa (12 punti) in giù, rischiano in cinque (Mignanego Bunker punti 11, Campomorone Sant’Olcese 10; FC Quinto Stefano Carservice 9).
Tutte hanno motivo di sperare nella salvezza, avendo valide frecce al loro arco.
E tutte hanno parimenti buone ragioni per temere di cadere nel baratro. Anche qui, come in vetta, può accadere di tutto. Non sappiamo come andrà a finire. Ma sicuramente ci sarà da divertirsi.

Il torneo, dopo una settimana di sosta, riparte il 9 e 10 febbraio con la disputa della giornata numero quattordici.

La Cattolica Bogliasco farà visita al “fanalino di coda” Real Quezzi EAM Edilizia Artigiana Moderna (sabato, Baiardo “G. Strinati”, ore 13), la Fia Italbrokers affronterà il Saint Trappa, un’autentica mina vagante (venerdì, Quarto Alta, ore 21,30) e il Genova Calcio Anni 50 si recherà nella tana dell’Ansaldo Energia (sabato, Via Maritano “A”, ore 13).
Delicata sfida a Serrà Riccò tra Mignanego Bunker e Sori (venerdì, ore 21,30), mentre FC Quinto se la vedrà con un’euforica ASLA Genova (sabato, San Desiderio, ore 11).
L’Ospedale San Martino cercherà di rilanciarsi contro l’AF Calcio RT Srl, una compagine che ha destato un’ottima impressione, ma un po’ in calo nelle ultime uscite (sabato, Sant’Eusebio, ore 11),
Chiude il programma Valleggia-Campomorone Sant’Olcese (venerdì, “Picasso” Quiliano, ore 21,30).

Buon calcio a tutti! (Francesco Ferrando)