'Coppa Lavoratore UISP', il trionfo dell'AF Calcio


A tre anni dalla fondazione, avvenuta nell’estate del 2105, è arrivato il primo trionfo per l’AF Calcio, che ha conquistato la Coppa Lavoratore UISP, superando per 2-0 nella finalissima l’ASLA Genova, che si era aggiudicata il trofeo nella passata stagione (1-0 alla Cattolica Bogliasco).

Sul sintetico dello Stadio Comunale di Chiavari, il migliore tra i campi professionistici, la compagine del presidentissimo Maurizio Bacigalupo e del direttore sportivo Moreno Palmaverde ha disputato una gara perfetta: concentrata e determinata in fase difensiva, fantasiosa ed equilibrata a centrocampo, spietata in avanti.
A concretizzare la superiorità dei gialloneri ci hanno pensato Claudio Trapani (che a fine gare ha posato per una bella foto di famiglia con la moglie Elena Sanna e il figlioletto) e il solito Simone Notarnicola (classe 1982, bomber principe della squadra con 15 reti, quinto miglior marcatore nel Lavoratore A1).

Trapani ha sbloccato il match con un azzeccato e perentorio colpo di testa e Notarnicola ha raddoppiato, sempre nei primi 35’, con una beffarda punizione deviata dalla barriera.
Nella ripresa, l’ASLA Genova, presentatisi all’appuntamento con la ferma intenzione di bissare il successo del 2016-2017, è salita di colpi e si è buttata all’attacco, ma le sue speranze sono svanite quando ha fallito un calcio di rigore.

«Non è andata come speravamo – ha commentato mister Scarcella. Non ci siamo espressi al meglio, soprattutto nel primo tempo, pagando a caro prezzo ogni distrazione. E nella ripresa non siamo riusciti a riaprire la partita, complice quell’errore dal dischetto; avessimo segnato, potevamo ancora giocarcela. Insomma, la fortuna non ci ha certo aiutati. Peccato, ci riproveremo l’anno  prossimo. Comunque, sinceri complimenti all’AF Calcio, che ha complessivamente meritato la vittoria».  

Sul fronte opposto, è stata festa grande.
Con dedica d’obbligo a “Lollo”, ossia Alessandro Ferrando, scomparso qualche tempo fa. Il club è nato proprio per rendergli omaggio, già nel nome (A.F. sono infatti le sue iniziali)
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Il duo Bacigalupo-Monteverde radunò una decina di giocatori dell’Alcor, il sodalizio in cui aveva militato Lollo, insieme al fratello Alberto, preparatore atletico della squadra.
La rosa venne completata con un’altra decina di calciatori reduci da diverse esperienze calcistiche e la panchina fu affidata all’affiatata e preparatissima coppia Simone Foglino-Davide Mele.
Da quel momento, la crescita è stata continua e costante, dopo un avvio choc in A2 (un punto nelle prime quattro gare).
Piano piano il gruppo trovò la giusta intesa, dentro e fuori dal campo: con una rincorsa prodigiosa si qualificò prima ai play offe e poi ottenne addirittura la promozione. Dopo un campionato di assestamento, concluso con una tranquilla salvezza, quest’anno si piazzata quarta con 33 punti, immediatamente alle spalle delle tre “grandi” che si sono contese il titolo: Cattolica Bogliasco, Genova Calcio Anni 50 e Fia Italbrokers.

Insomma, i meriti di questo successo vanno riconosciuti all’intesa tra dirigenza e giocatori.
Il Direttore sportivo Moreno Palmaverde in tre anni ha costruito una squadra vincente, innestando ogni stagione giocatori di qualità, capaci molte volte, grazie alla spinta della dirigenza, di andare oltre i propri limiti.

In questa annata l’AF Calcio ha mostrato le cose migliori in Coppa, soprattutto nella sfida chiave: il ritorno della semifinale contro la Gente Della Notte, che all’andata si era imposta per 3-1.
Nell’impianto di Sant’Eusebio, Roberto De Fazio e soci riequilibrarono la situazione prevalendo per 2-0 nei tempi regolamenti (gol di Claudio Trapani e Roberto Cevasco), per strappare poi il pass per la finale ai rigori (6-3 il punteggio complessivo).
Nel primo turno aveva eliminato il Real Quezzi (5-2 e 0-1) e nel secondo aveva estromesso l’Ansaldo Energia (2-0 e 3-2).
Poi le imprese in semifinale e nell’atto decisivo hanno regalato ai gialloneri una gioia immensa.

«Il nostro segreto è l’unione – ha confessato Maurizio Bacigalupo. Quello spirito e quella tenacia che ci hanno sempre sostenuto nei momenti difficili. Dopo l’avvio tremendo in A2, quando sembravamo la “cenerentola” del torneo, agli allenamenti non mancava mai  nessuno e tutti s’impegnavano al massimo. Lì ho capito che avremmo fatto bene. Anche se non avrei mai immaginato di alzare una coppa solo tre anni dopo. Che soddisfazione! Siamo al settimo cielo. Questa è per te, Lollo».  

Smaltita la”sbornia”, si comincerà a pensare alla prossima stagione, con la speranza di compiere un ulteriore step: lottare sino alla fine per lo “scudetto” del Lavoratore A1, sorretti da quei valori morali che sono una caratteristica imprescindibile della società.
E’ l’anima a spingere il corpo. All’AF Calcio lo sanno bene (Francesco Ferrando)