Lavoratore Serie A1: meno 3 alla fine


Con la conquista ampiamente anticipata del titolo da parte dell’inarrivabile Fia Italbrokers, ancora imbattuta, l’attenzione si concentra sulla coda della classifica, dove, oltre al Wings Aerospace, è ormai vicino alla retrocessione anche l’Ospedale San Martino, penultimo e staccato di nove lunghezze dalla quart’ultima.

Questa scomoda posizione è attualmente occupata, dopo il 23° turno, dall’Ansaldo Energia, che è in “rottura prolungata” (l’unica vittora, negli ultimi tempi, è arrivata con il  Wings Aeropsace per 1-0). Per il resto, solo sconfitte, dolorose e “pericolose”. Anche sul terreno, peraltro minato, del Mignanego Bunker, gli ansaldini hanno dimostrato di aver perso certezze, forza e convinzione, finendo irrimediabilmente al tappeto (0-2), affondato da un paio di siluri dell’incontenibile Mirsad Ceka.  

Anche la solidità difensiva, su cui la compagine di Orazio Bisaccia aveva costruito le sue fortune nella prima parte della stagione, è venuta meno. E in avanti non bastano i guizzi d Felice Mallia (miglior marcatore della squadra con 9 segnature) o Alessio Musante (a quota 6) per impensierire adeguatamente gli avversari, che alla lunga trovano il modo e la maniera per prevalere; magari non in maniera netta, ma costante.

Ad approfittare dei problemi dello storico club uispino (presente, sotto varie denominazioni, sin dai primordi, negli anni ’70), è stata l’ARCI Isoverde 1991, che lo ha sorpassato dopo aver sconfitto per 2-1 in una sfida cruciale l’ASLA Genova. Il team di Alessandro Scarcella ha sofferto l’ardore agonistico dei rivali, riuscendo a pungere solo una volta con Rodrigue Jacques Boisfer. Gli isoverdini, reduci da un rocambolesco 3-3 nel posticipo con il Saint Trappa, hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, capitalizzando le bordate di Simone Rossi e Augusto Ronco.

Gli stessi “trappisti” sono tornati a vincere, ma il 7-0 rifilato ad un Wings Aerospace che attende solo che finisca al più presto questa disastrosa annata, non serve a molto: l’undicesima piazza, che garantirebbe quanto meno un spareggio con la quarta classificata di A2, resta distante cinque punti. Contro gli “astronauti”, è stata una passeggiata in un giardino di rose, in cui tutti hanno potuto cogliere fior da fiore, come api operose. Fabizio Casazza, l’elemento di spicco dei gialloneri, è stato il più lesto e preciso, realizzando un’apprezzabile doppietta, imitato dal bravo Lorenzo Pateri. Il “settebello”, facile facile, è stato completato da un autogol e dai fendenti di Erik Cirelli e Fabio Cogno.

L’A.F. Calcio ha proseguito la sua “fuga per la salvezza”, ottenendo un altro successo importante (3-1) contro un Ospedale San Marino che, con l’acqua alla gola, si giocava le ultime carte per continuare a sperare. Gli ospedalieri del professor Sergio Barocci, sempre encomiabili per impegno, dedizione e lealtà sportiva, hanno colto l’attimo con Luca Mocini. Ma, sul fronte opposto, la formazione del duo Bacigalupo-Palmaverde è apparsa ritrovata in tutto e per tutto dopo una prima parte di stagione davvero deludente. Con una serie di manovre avvolgenti ed efficaci, ha fatto breccia con un pizzico fortuna (un autogol) e poi ha piazzato le stoccate di Paolo Brockhaus e Haithem Bouhaled.

Si è riaccesa la battaglia per il secondo posto, con la Gente Della Notte che ha espugnato il terreno del Recco San Rocco, piegando in un confronto intenso ed esteticamente godibile il PRCA Golfo Paradiso per 2-1. I rivieraschi, un po’ spenti e scarsamente lucidi nelle rifiniture, hanno comunque colpito col puntuale (come una cambiale svizzera) Luca Laudisi. Quando lui segna, di solito arriva un risultato positivo. Ma c’è sempre l’eccezione alla regola. Così, stavolta, i padroni di casa hanno dovuto arrendersi di fronte agli ispirati uomini di Luis Rocca, che hanno sfondato con Wilson Josymar Machuca Gomez (uno dei tenti sudamericani del “roster” biancazzurro) e Manuel Pretolesi.   

Gli amanti del bel gioco hanno potuto saziarsi nella sfida tra FC Quinto e Genova Calcio Anni 50, che hanno offerto il meglio del loro repertorio. Trame eleganti e preziose come merletti francesi, coralità e sovrapposizioni da manuale, invenzioni individuali d’alta scuola. Persino gli errori sono stati spettacolari. Il tutto in un clima di assoluto fair play, divenuto ormai sempre più raro anche a livello amatoriale (una specie in via di estinzione come la tartaruga caretta caretta). In più, la partita è stata da pelle d’oca per l’andamento ondivago, incerto ed emozionante. Alla fine l’hanno spuntata per 4-2 i quintini, ma onore al merito pure agli sconfitti, afflitti da vari problemi organizzativi, ma capaci di rispettare comunque la loro tradizione (dieci “scudetti”, il primo nel 1993-94, l’ultimo due anni fa).

Avvio sprint dei ragazzi di Massimiliano Sgambelluri e del dirigente Roberto Pansa, che hanno sbloccato la situazione con un lancio di trenta-quaranta metri di Dervishai (roba che non si vede quasi più nemmeno in serie A); stop perfetto di Antonio Saggiomo e delizioso pallonetto ad eludere il portiere. Chapeau!. Ma la gioia non è durata molto, perché la squadra di Massimo Francioso e Luccherino ha pareggiato poco dopo in un’azione da Gialappa: rinvio del portiere Camaiori (schierato al posto di Lemus), palla che rimbalza sul corpo del compagno di squadra Villa e termina in fondo al sacco. Che patatrac!

Chiusa la prima frazione sull’1-1, le contendenti non si sono risparmiate neppure nella ripresa. I secondi 35’ si sono aperti con un altro pasticcio dei padroni di casa, che hanno balbettato in fase di uscita dalla difesa. Fabio Finelli, rapace come un falco, si è impadronito della sfera e il suo tiro, tra rimbalzi strani ed effetti imprevedibili, è stato spedita oltre la linea fatata da Camaiori (insomma, secondo “harakiri” di giornata).

Tanta malasorte avrebbe potuto stendere un toro, ma i gialloverdi hanno reagito alla grande, aggrappandosi non solo all’orgoglio ma pure alle conoscenze calcistiche che gli ha trasmesso il loro mentore, Franco Bertolla. Anche l’ingresso di Navarrete al posto di un Quiroga a mezzo servizio per un fastidio alla pianta del piede è risultato decisivo. L’ecuadoraino ha siglato il 2-2, eludendo prima l’intervento del centrale difensivo avversario, fratello gemello di Fabio Finelli, e spedendo poi un bolide imprendibile all’incrocio dei pali. Sull’onda dell’entusiasmo, ancora Marco David Quiroz Navarrete ha firmato il contro sorpasso, raccogliendo un assist al  bacio di Vitor Rodrigo Silva Bernardes. Il brasiliano dai piedi raffinati e dagli inserimenti micidiali, ha chiuso i conti nel finale con una percussione delle sue, spaccando in due la difesa.

A fine gara, abbracci a baci di Franco Bertolla ad Andrea Garbarino, che è un po’ il suo “terzo figlio”, il figlio calcistico. Lo ha visto nascere e crescere nelle giovanili ai tempi del Baiardo e loro ritrova adesso, tanti anni dopo, ancora bello come il sole e forte come la roccia, capace di aggiudicarsi ogni contrasto, esibendo intelligenza tattica e sapienza nei passaggi. A 50 anni chi altro può permetterselo? Ormai si candida ad avere un monumento fuori da San Desiderio, il “Teatro dei Sogni” dell’FC Quinto. E’ già iniziata una raccolta firme per reperire il denaro necessario. Tranquilli stiamo scherzando…  

Last not least, chiudiamo con l’ennesimo successo della Fia Italbrokers, che non si distrae neppure dopo aver stravinto l’ennesimo campionato provinciale (il dodicesimo di una serie iniziata nel 1999-2000: record della competizione). Del resto, è insito nel DNA dei primattori non mollare mai la presa. Così, una dignitosa Cattolica Bogliasco, che ha gioito per una magnifica doppietta dello scatenato Ayoub Mohamadi, ha dovuto inchinarsi alla superiorità tecnica degli “assicuratori”, che si sono imposti di misura per 3-2, in virtù del carattere d’acciaio del gruppo e delle stilettate al curaro di Marco Mastrocicco, Giuseppe Biancato e Gian Nicola Patrone (quando si dice la profondità della rosa…).

Nella classifica cannonieri, Luca Laudisi (PRCA Golfo Paradiso) ha allungato, raggiungendo quota 25. Ma Mauro Narizzano (Fia itabrokers) è ancora lì ad insidiarlo, a due sole lunghezze. Terzo, con 12 marcature, Davide Sorrenti, dell’ARCI Isoverde 1991. Poi un nutrito stuolo di punte di diamante, attestate a 11: Francesco Di Franco (Genova Calcio Anni 50), Stefano Pigliacelli, Giacinto Zito (entrambi targati Fia Italbrokers), Stefano Ferrante (Mignanego Bunker) e Ayoub Mohamadi (Cattolica Bogliasco). In doppia cifra, a 10, pure Marco Mastrocicco (Fia Italbrokers), Luca Piazza (Gente Della Notte), Marco Bracco (ASLA Genova) e Beniamino Lanza (ARCI Isoverde 1991).
Francesco Ferrando