G.Siri: non solo calcio


Definire il G. Siri una semplice società di calcio sarebbe davvero riduttivo (e fuorviante). E’ molto di più: una scuola di vita e di pensiero, un centro educativo a tutto tondo, rivolto ai giovani (ma non solo).Ma pure una “filosofia”, una religione, un modo di essere cittadini e cristiani.

Il sodalizio prende il nome dal cardinale Giuseppe Siri, nato a Genova il 20 maggio 1906, una delle figure più eminenti della Chiesa del secolo scorso .
La sua origine risale al 12 novembre 1992, quando un gruppo di amici, unito dalla fede cristiana, fondò un centro sociale nell’area di Quarto dei Mille. Quel primo nucleo era soprannominato il “Circolino” e inizialmente svolgeva attività oratoriali. Ma si chiama Circolino ancora adesso, dopo che la sede è stata spostata, non di molto, in Viale Des Geneys, al 31b rosso.

Da allora le iniziative, con un occhio di riguardo per lo sport a partire dal 2002, si sono moltiplicate. Oltre alle tipiche attività ricreative tipiche del vecchio oratorio (con ping pong e calcetto in prima fila), sono sorti il Banco di Solidarierà, il settore tennis, l’aiuto allo studio per gli alunni della zona, la ginnastica (che sfrutta una nuova palestra, rivolgendosi pure agli anziani), la scuola calcio per i bambini, allestita nel 2010 e affiliata al Genoa, con la conseguente partecipazione a varie manifestazioni giovanili. Per non parlare dei corsi di cucito, degli incontri spirituali, di feste, balli e capodanni e del volontariato a favore delle persone bisognose. Il tutto grazie all’opera appassionata dei numerosi volontari.

Ma, visto che in questa sede ci occupiamo prevalentemente di calcio, diamo ora un’occhiata alla parte più propriamente agonistica, perché esiste in ogni sodalizio anche la sana e leale competizione sportiva.

I dirigenti, Tersilio Pallanca, Franco Guariniello e Simone Frega, d’accordo con tutti i soci, decisero che era ora d’intraprendere una nuova esperienza e nella scorsa estate iscrissero la squadra, per la prima volta, nel’UISP, e precisamente al Lavoratore A2. La guida tecnica fu affidata a Giuseppe Misurale e venne allestito un organico altamente competitivo. Ma pochi immaginavano che l’annata sarebbe stata trionfale, come poi si è rivelata.

Il G. Siri ha praticato il gioco più bello e spettacolare della categoria, ma anche il più efficace, grazie ad un equilibrio tattico invidiabile, sorretto inoltre da uno spirito di gruppo solido come l’acciaio. Il campionato si è risolto così in un’imperiosa cavalcata verso la promozione in A1. Il dominio, sin dalla prima giornata del Girone A, è stato assoluto, schiacciante. L’accesso alla A1 è stato aritmeticamente certificato il 12 aprile, dopo il 24° e terz’ultimo turno (senza dover neppure aspettare il 5-1 rifilato nel recupero al Boca James (con doppietta di Nicolò Colistra e acuti singoli di Mussa Balla N’Diaye, Adama Kourouma e Abdulai Yacubu).

A due giornate dalla conclusione, ha perso una sola volta contro lo Sweet Devils per 1-2. Per il resto, ha centrato ben 19 affermazioni e 2 pareggi su un totale di 22 partite. Ha quasi sempre dominato in lungo e in largo, sciorinando trame veloci, avvolgenti, travolgenti (favorite dall’età media decisamente bassa della rosa), che sono sfociate sovente in punteggi altisonanti.

Però non ha esibito solo l’attacco più prolifico del calcio a undici uispino, compreso il Lavoratore A1: ben 82 segnature, alla media di 3,41. Ma, a conferma dell’equilibrio tattico, è stato impeccabile anche in fase difensiva: appena 14 le reti al passivo (differenza + 68). E, dimostrando  che la correttezza e il fair play sono altri due marchi di fabbrica del club, si è comportato bene pure in Coppa Disciplina, con 37 punti di penalità. Solo il Deportivo 2007 è stato, sin’ora, più “buono” (36).  

Ora, dopo la sosta per le festività primaverili (Pasqua, 25 Aprile e 1° Maggio) al G. Siri non resta che festeggiare sul campo, in una sorta di passerella trionfale. Prima contro l’Onires (3 maggio, Borzoli, ore 21,30) e poi contro lo Zener, in casa (10 maggio, Bavari Taviani, ore 21,30). Dato a Misurale quel che è di Misurale (è senz’altro uno degli allenatori più preparati, oltre che un eccellente motivatore), bisogna obbligatoriamente citare i nomi dei protagonisti principali, i giocatori. A cominciare dal super bomber Adama Kourouma, capocannoniere del Girone A con 33 centri. Per passare al suo “gemello del gol”, l’altro africano Moussa Balla N’Diaye (11 “timbri”) e a Paolo Vigogna, che vanta 5 marcature.

Per chiudere, questi gli uomini che hanno coronato un sogno (quasi tutti nati negli anni ’90 ed espressione di diverse origini etniche, a conferma che il calcio può diventare un formidabile strumento d’integrazione): Amoha, Lombardo, Schiappacasse, Camara, Berisha, Guariniello, Chiarella, Balla N’Diaye, Vigogna, Kourouma, Colistra, Puglia, Hettiarachchi, Torello, Rigamonti, Gradella.
(Francesco Ferrando)