La Serie A2 si avvicina ai Play-off


Lo Zener ha staccato il biglietto per i play off nel 25° turno del Girone A del Lavoratore A2. Lo scatto decisivo è stato determinato dal sonoro 3-0 con cui ha spedito al tappeto lo Sweet Devils, in virtù dei “ganci” poderosi e precisi di Luca Maestrini, Jose Luis Decker Lua e Alessio Cerbello. Gli “ingegneri” hanno sempre controllato il match, dominando a centrocampo ed  effettuando una serie di incursioni pericolose. I “dolci diavoli”, rilassati per aver già raggiunto la fase decisiva, hanno opposto solo una prestazione dignitosa, ma è chiaro che le differenti motivazioni hanno pesato parecchio.

Lo Zener ha conservato così tre lunghezze di vantaggio su Olimpic Pra’ Palmaro 1971 e Atletico Quarto e, essendo in vantaggio con entrambe negli scontri diretti, ha chiuso anticipatamente il discorso.

I praesi hanno travolto il Phoenix 1995 con uno squillante 5-1, lasciando agli avversari le briciole. La netta supremazia degli uomini di Massimiliano Cambi ha portato, quasi per forza d’inerzia, alle marcature di Davide Favale, Alessio Sercia, Alessandro Valeri, Carlo Favali e Massimo Angileri. Il Phoenix ha salvato l’onore con un guizzo estemporaneo di Vittorio Bertorello.

Anche i quartesi hanno compiuto inutilmente il loro dovere, incamerando l’intera posta contro un’altra formazione che non ha più nulla da chiedere al campionato come il Foce SAAR Depositi Portuali (3-1). Ma non è stata una “passeggiata” quella dei ragazzi di Raffaele Bevere. I focesi hanno costruito tanto e bene, salvo sprecare tre occasioni d’oro con un uomo solo davanti al portiere Bistazzoni, che ha evidenziato riflessi e agilità da gatto.

Chiusa la prima frazione sullo 0-0, la gara si è sbloccato al 50’. E, secondo la spietata legge non scritta del calcio, chi sbaglia paga e così a passare in vantaggio sono stati i padroni di casa con l’opportunista Mattia Lucagrossi: il numero 99 ha sfruttato un’incomprensione tra i difensori e il portiere su un innocuo calcio d’angolo, insaccando facilmente da due passi. Sette minuti dopo, però, l’équipe di Riccardo Grossi, che ha disputato una delle migliori prove della sua disgraziata stagione, ha colto l’1-1 con un discusso rigore concesso per un fallo su Bettucchi: dal dischetto ha trasformato con calma e freddezza Paolo Giberti.

Ma poco dopo i bianchi hanno compiuto un’altra “frittata”. Il giovane Bettucchi ha perso ingenuamente palla e Luca Capirossi ha trovato, con un pizzico di fortuna, lo spiraglio giusto, realizzando con un beffardo campanile da 35 metri che ha beffato un incerto Allegri. Il forcing finale degli ospiti non ha prodotto risultati. Anzi, in pieno recupero, è stato il lesto Fabio Cenciarini a “stampare” il definitivo (e bugiardo) 3-1. Visto gli errori commessi, il K.O. può anche avere un senso, ma il punteggio è stato sicuramente troppo severo.

Il Deportivo 2007 ha difeso la propria terza piazza, non concedendo scampo al Ca’ de Rissi San Gottardo. Il 3-0 illustra ampiamente l’andamento della sfida, dominata in lungo e in largo dalla banda del mister Filippo Bandini, che ha concretizzato le sue numerose azioni offensive (tanto spettacolari quanto efficaci) con le stoccate di Mattia Salvi (un bomber davvero implacabile), Giorgio Franchini e Massimiliano Patti.

Il G. Siri ha esagerato, calpestando senza pietà (12-0) i resti del “fanalino di coda” Onires. I “cardinalizi” , tutt’altro che paghi della promozione in A1, hanno scatenato tutta la loro devastante potenza di fuoco (hanno segnato come nessun altro nei tornei a undici uispini: 94 reti in 23 incontri, alle media di 4 gol a partita). Il super cannoniere Adama Kourouma e l’altrettanto incontrollabile Abdulai Yacubu hanno calato un favoloso poker ciascuno, mentre Nicolò Colistra si è limitato (si fa per dire) ad una semplice doppietta; hanno chiuso l’impressionante score Thiwanka Hettiarchchi e Francesco Gradella.

Il Boca James, che ha disputato un’ottima stagione al suo esordio in A2, ha piegato per 2-1 l’ASD 2S, capitalizzando al meglio un’autorete e un affondo di Renato Bistagno. I “settembrini”, che non hanno certo sfigurato contro i più quotati rivali, hanno replicato parzialmente con una zampata di Aldo Fischetti.

Ha riposato il Real Quezzi, già certo del secondo posto.

GIRONE B – Il New Old Boys ha conquistato i play off con un imperioso successo (4-1) ai danni dell’Olimpic Zena, che ha evitato il “cappotto” con una stilettata di Gian Paolo Gambino. I “vecchi ragazzi” hanno imperversato dal primo al 70’ minuto, raccogliendo i frutti del loro incessante lavoro con l’uno-due dello scatenato Michele Longo e le bordate di Alessandro Carlino e Mauro Ferrara.

Traguardo tagliato in anticipo anche da La Resistente, che nel match clou ha centrato la sesta vittoria consecutiva, imponendosi di misura (2-1) sul Boca Devils Genova. E’ stato un confronto acceso e combattuto, con la truppa di Alessandro Fossati che sapeva di dover strappare ad ogni costo i tre punti per andare avanti. I bochensi, secondi, non hanno regalato nulla, sfondando con Francesco Franco. Ma la volontà ferrea dei rossoneri, sostenuti a gran voce dai loro caldissimi tifosi (erano un centinaio sugli spalti di Multedo), ha finito col prevalere, grazie ad un collettivo formidabile e alla mira perfetta di Alberto Corradi e Davide Porru.

L’Amatori Genova non ha ancora la certezza matematica dei play off. Ma è solo una formalità. L’Az Home For Life, che riposava, potrebbe affiancarla a quota 36.

I biancorossi potevano evitarsi questa coda, ma non sono andati oltre l’1-1 contro un volitivo CSKA Pizza, che ha lottato con encomiabile impegno pur non avendo più alcun obiettivo. Gli uomini di Alessio Batttini hanno colto l’attimo con il bravo Fabrizio Zanda. La squadra di Luca D’Arrigo ha bucato a sua volta la retroguardia avversaria con un’invenzione di Domenico Napoli.

Il Campomorone S.Olcese, concentrato ormai sulla Coppa Lavoratore UISP dopo aver “ucciso” il campionato ed essere tornato prontamente nella massima categoria, ha diviso la posta (2-2) contro un’arcigna e tenace Ottica Gualducci. Eppure le cose si erano messe benissimo per i santolcesini, in vantaggio dopo appena 10’ con Matteo Ferri, che aveva chiuso un triangolo con Congedo, e con un uomo in più al 17’ per un’espulsione  determinata da un brutto intervento sullo stesso Ferri. Ma la situazione così favorevole ha distratto la capolista, che ha smesso di spingere e al 25’ ha incassato il pari, ad opera di Simone Marcenaro (miglior uomo in campo).

Buccafurno avrebbe potuto ristabilire le distanze poco dopo, ma la sua mirabile punizione ha colpito la traversa. Il coach Carlo Bricola ha cercato di strigliare i suoi negli spogliatoi, vedendo l’andazzo, ma la sua sfuriata, questa volta, non ha avuto effetto. Gli ospiti, rimasti addirittura in nove dopo un secondo cartellino rosso, sono riusciti nell’incredibile sorpasso, ottimizzando la straordinaria vena di Simone Marcenaro. Aleggiava ormai lo spettro del primo K.O. stagionale per i neroverdi, ma al 17’ è arrivato il 2-2: Petralito, smarcato da Mezzapesa, ha crossato, un difensore ha respinto corto e Alessio Lungheu ha insaccato con una micidiale botta al volo. Il Campomorone S.Olcese avrebbe voluto vincerla, ma un testata di Pedemonte si è infranta sulla traversa e gli indomabili ottici hanno portato meritatamente a casa un punticino prestigioso, resistendo eroicamente anche dopo essere rimasti con soli otto giocatori per l’ennesima espulsione.

Tante reti e gare divertenti nel resto della giornata. La Polisportiva S. Eusebio ha espugnato Arenzano, superando d’un soffio (4-3) un orgoglioso Nazario Et Celso. Gli arenzanesi hanno “graffiato” con una splendida doppietta di Sandro Tovagliari e un acuto di Marco Damonte, ma i “santi” hanno messo la freccia con le “artigliate” di Mattia Wiann, Alessandro Alagna, Luca Cotelli e Stefano Longo.

La Vecchia Rivarolese 2016 ha sfogato la sua delusione per un’annata decisamente in tono minore, annichilendo con un severo 5-1 un arrendevole Genova Calcio Linea Messina. Gli “avvoltoi” hanno mostrato la “manita” con una magnifica tripletta dell’onnipresente Matteo Limoncelli e le fucilate di Federico Pittaluga e Roberto Nasso.

Francesco Ferrando