Cala il sipario sulla Serie A1 del Lavoratore


Dopo otto mesi, ventisei giornate, 182 partite e 12.740 minuti giocati è giunta al termine la lunga, intensa e appassionata stagione del Lavoratore A1, il torneo amatoriale ligure più seguito ed interessante.

Il 26° e ultimo turno ha emesso il verdetto che ancora mancava: sarà l’Ansaldo Energia, che occupa l’undicesima posizione, a dover disputare lo scomodo e delicato spareggio con la quarta classificata della A2 per stabilire la quattordicesima squadra che potrà iscriversi all’edizione del 2019-2020 in Serie A1.

Gli ansaldini  dovevano strappare almeno un pari. Il severo punteggio di 0-5 indica che non c’è stata partita. Troppi forti, determinati e inarrestabili i ragazzi di Mario Torti, che, oltre ad aver “ucciso” subito il campionato, hanno così mantenuto l’imbattibilità (collezionando 21 vittorie e 5 pareggi).

A concretizzare la loro disarmante superiorità ci hanno pensato Mauro Narizzano (che con la sua formidabile tripletta si è laureato miglior bomber della manifestazione), Abramo Pigliacelli e Giuseppe Biancato. La compagine di Orazio Bisaccia, che aveva esibito per tutto il girone d’andata una difesa solida, si è sbriciolata senza opporre mai un’adeguata resistenza.

Si è così salvata per un pelo (appena un punto in più), la neopromossa ARCI Isoverde 1991, nonostante sia finita al tappeto (3-5) contro un ispirato FC Quinto. L’équipe di Franco Bertolla e Massimiliano Sgambelluri era priva del fantasista brasiliano Bernardes e di un portiere di ruolo, tanto da dover schierare tra i pali un giocatore di movimento, il centrocampista Bravo, che, tutto sommato, se l’è cavata egregiamente. Si è però avvalsa degli importanti rientri del centrale difensivo Villa e delle punte Quiroga e Saggiomo.

I quintini hanno iniziato a spron battuto, ma sono stati infilzati dagli isoverdini con un’azione a sorpresa, finalizzata al meglio da Michele Rebora. La reazione degli ospiti è però stata vibrante e ha prodotto effetti immediati . Fabio Crovetto ha ristabilito l‘equilibrio con un rigore e prima dello scadere Christian Fanelli e Marcelo Neptali Machuca Quiroga hanno decretato il sorpasso con un paio di conclusioni al fulmicotone.

In avvio di ripresa, l’FC Quinto ha effettuato qualche cambio )è uscito tra gli altri Walter Bertolla, figlio di Franco). La formazione di Marco Pericoli ha approfittato dello sbandamento momentaneo degli avversari, solitamente ben organizzati ed ordinati, e hanno risalito la corrente. Davide Sorrenti si è fatto parare un rigore da Bravo, ma sulla ribattuta è stato lesto ad insaccare e l’altro "puntero" DOC Alessio Mastrangelo ha siglato il 3-3 con grande opportunismo.

Ma i gialloverdi volevano chiudere in bellezza la stagione e si sono riversati in attacco, creando una valanga di opportunità. Ne hanno concretizzato un paio con Vincenzo Foscolo e Antonio Saggiomo e fallite altre per un soffio, centrando anche un palo e una traversa. I rivali, ormai domi, non hanno più trovato la forza di farsi vedere in avanti. Hanno così dovuto attendere l’esito del match dell’Ansaldo Energia per avere la certezza di essere rimasti (meritatamente) nella massima categoria.  

Il successo contro gli isoverdini non è servito a Garbarino e soci per centrare il secondo posto (sono giunti terzi). La piazza d’onore è andata al PRCA Golfo Paradiso, che ha colto il pari che cercava nella sfida con un arcigno A.F. Calcio (1-1). La banda di Maurizio Bacigalupo e Moreno Palmaverde ha esibito impegno e dedizione, trovando lo spiraglio giusto con Ahmed Fatnassi. I fedeli seguaci di Enrico Ciferri hanno a loro volta bucato la retroguardia con Massimo Teppati, complice un intervento maldestro del portiere. Luca Laudisi non ha segnato e questo gli è costato il titolo di capocannoniere, che aveva vinto nella passata stagione. Comunque i rivieraschi possono ritenersi soddisfatti. Dodici mesi fa, con la denominazione di Sori, erano costretti a giocare lo spareggio salvezza, vinto poi con una certa facilità. Adesso sono stati inferiori soltanto agli “Invincibili” della Fia Italbrokers.

Ospedale San Martino e Saint Trappa, scesi anticipatamente in A2, si sono congedati con due affermazioni, inutili ma prestigiose. Gli ospedalieri hanno liquidato per 3-1 l’ASLA Genova, concretizzando le loro belle manovre con un favoloso tris dell’incontenibile Luca Mocini, di gran lunga “man of the match”. E’ incredibile che la truppa del professor Sergio Barocci sia retrocessa con il secondo miglior attacco del torneo : ben 58 reti (solo i primi della classe della Fia hanno fatto meglio con 82 segnature). Il punto debole è stata la difesa (perforata 69 volte, come quella del “fanalino di coda” Wings Aerospace). Contro i pupilli di Alessandro Scarcella, ha però retto l’urto con estrema concentrazione, facendosi superare in una sola circostanza da una botta di Samuel Muyiwa Erebowale.

Il Saint Trappa ha piegato per 1-0 l’ostico e arcigno Mignanego Bunker, mostrando di valere molto più della sua misera classifica. I “trappisti” hanno disputato una prova eccellente, sfruttando con cinismo un’invenzione di Lorenzo Pateri, uno dei loro elementi di spicco. I polceveraschi, paghi di quanto fatto nelle precedenti uscite, sono stati un po’ più “morbidi” del consueto, non riuscendo a trovare l’arma per aprire una breccia nel muro eretto dagli atleti di Simone Di Biase.

La Gente Della Notte, al suo esordio assoluto nel Lavoratore A2, ha dovuto accontentarsi di una lusinghiera quarta piazza, dopo aver a lungo accarezzato il sogno di essere i “primi degli umani” (ovvero di tutti quelli che non si chiamano Fia). Nell’ultima fatica, la “ciurma” di Luis Rocca ha spazzato via con un tennistico 6-2 il Wings Aerospace, che ha limitato un po’ il passivo con i guizzi di Marc Botto e Noè Gatto. I “nottambuli” hanno “chiuso il set” con i passanti e gli “smashes” di Davide Parodi (che ha concesso il bis), Mattia Nicotera, Luca Piazza, Manuel Pretolesi e Andrea Di Marco.

Genova Calcio Anni 50 e Cattolica Bogliasco, le grandi deluse, si sono divise equamente la posta (1-1). Malgrado il duello non ponesse alcuna posta in palio, è risultato sufficientemente combattuto e, a tratti, pure divertente. Gli uomini di Giovanni Consigliere hanno “graffiato” con Andrea Maraniello, mentre sul fronte opposto ha lasciato il segno Nicola Luca Traggiai, uno dei tanti “Highlander” del “roster” biancoblù. Ma, quest’anno, la squadra non ha reso secondo le aspettative  e le consuetudini. Il che apre una profonda analisi e un’attenta valutazione all’interno della società, che certo non vuol ripetere una figuraccia come la recente débacle patita (1-8) contro l’Ospedale San Martino: è stata la peggiore sconfitta della storia per una dei più gloriosi sodalizi uispini, che ha una bacheca inferiore soltanto a quella dei “carissimi nemici” della Fia Italbrokers.

Anche i bogliaschini sono rimasti ben lontani dall’eccelso rendimento che nel 2017-2018 li aveva portati al loro primo, clamoroso “scudetto”. Si sono consolati (molto parzialmente) aggiudicandosi la Coppa Disciplina. Sono stati i più corretti con 36 penalità, contro le 46 dell’FC Quinto (sempre tra le meno fallose, secondo lo stile dettato da Franco Bertolla), le 53 dell’A.F. Calcio e le 58 della Gente Della Notte (altre compagini dal “volto pulito”).

Come detto, nella classifica cannonieri, Mauro Narizzano (Fia Italbrokers), con il suo ultimo exploit, ha sorpassato in extremis Luca Laudisi: per lui 29 “timbri”, a fronte dei 27 del validissimo “fromboliere” del PRCA Golfo Paradiso. L’ipotetica “medaglia di bronzo” è andata a Fabio Pescetelli (Ospedale San Martino), Ayoub Mohamadi (Cattolica Bogliasco) e Davide Sorrenti, che sono a quota 13. 
(Francesco Ferrando )