Pinkcup: quarti e semifinali


Talvolta, la vendetta è un piatto che si serve… caldo. Ma che può anche rimanere sullo stomaco. Rivarolese 1919 e Campomorone S. Olcese, divise da un solo punto a favore delle giallorossonere nel torneo di A1 (che è valso il titolo provinciale), si sono ritrovate di fronte nei quarti di finale della prima edizione della “Pink Cup”.

Gli animi erano ancora accesi dopo la recente conclusione allo sprint del massima competizione femminile uispina. Le santolcesine erano desiderose di prendersi subito una rivincita. Ma ancora una volta, dopo una lotta aspra, intensa ed elettrizzante, hanno prevalso le ragazze di Francesca Guidi. E ancora una volta l’hanno fatto per un’inezia, imponendosi per 4-2 dopo i rigori.

Il match, quanto mai appassionante ed incerto come da pronostico, si era chiuso con un salomonico pareggio per 1-1. Da una parte era andata a segno Monica Greco, dall’altra aveva centrato il bersaglio Micol Profumo. Dal dischetto, le rivarolesi sono state più precise, con tre trasformazioni. Il loro portiere è stato poi eccezionale, ipnotizzando le rivali, che hanno insaccato soltanto una volta.

Al termine, comunque, le giocatrici di don Fabio Fossati erano sorridenti e, malgrado il doloroso K.O., hanno festeggiato (giustamente) negli spogliatoi, felici per una stagione più che positiva: non hanno alzato un trofeo, ma hanno spesso dato spettacolo e non hanno davvero nulla da rimproverarsi. Su queste ottime basi le biancoblù ripartiranno nella prossima stagione, decise a battersi di nuovo allo spasimo. Con la speranza di avere, finalmente la meglio: secondo loro, la vendetta è un piatto che si serve freddo...

Grande incertezza e rigori decisivi pure nello scontro tra Moto G.P. e ABM Real Levante, rivelazione della competizione. Le levantine, appena retrocesse in A2, stanno stupendo tutti in coppa. Sono approdate, contrariamente ad ogni previsione, in semifinale, eliminando per 8-5 le più quotate avversarie, dopo aver fatto fuori in precedenza Ma Che Gotti e Ansaldo Energia Pontedecimo.

L’ostacolo rappresentato dalle “gippine” pareva insormontabile, vista la netta differenza che si era vista in A1. Ma le “realiste” sono state commoventi per impegno, dedizione e coraggio; hanno saputo offrire anche scampoli di bel gioco, cogliendo l’attimo con le brave Ariana Beretta, Beatrice Verdina, Sharon Picone e Debora Dapelo.

Le “motocicliste”, un po’ sorprese dalla veemenza e dall’organizzazione tattica delle gialloverdi, hanno faticato parecchio, riuscendo ad impattare per 4-4 con le stilettate di Chiara Zampacorta (che ha fatto il bis), Giulia Boschini ed Elisa Guainazzo. Si è così andati alla roulette dei rigori e l’ABM Real Levante ha avuto l’ultima parola, sfruttando la freddezza delle sue esecutrici, che hanno gonfiato la rete in quattro occasioni, contro una sola realizzazione del Moto G.P.

Il Boglia United, che ora diventa il vice favorito della competizione, dietro naturalmente alla Rivarolese 1919, ha liquidato con un secco 4-1 il Rayo Vallecano, che ha bucato la difesa con un guizzo di Erica Lombardo. Le bogliaschine hanno evidenziato una tecnica superiore, trovando poi nella solita Alessia Calcagno una finalizzattice implacabile: il suo magnifico poker ha steso senza appello le “spagnole”.

Questo è stato l’unico verdetto netto dei quarti, visto che anche l’’ultima partita è vissuta sul filo del rasoio. Lo Zena FC, unica squadra di A2 ad andare così lontano in coppa, ha piegato per 4-3 l’ambiziosa US Valponte 1986. Il duello è risultato intenso e tiratissimo. Le valpontine hanno “graffiato” con Mara Manzolillo, Michela Bottari e Beatrice Fontana. Le “zeneisi”, un pizzico più ciniche sotto porta, hanno “messo la freccia” con la bella doppietta di Alessandra Pescetto e le bordate di Monica Servetto e Silvia Moschen.

Nessuna sorpresa nelle semifinali della prima edizione della “Pinkcup”. Le favorite della vigilia hanno infatti vinto a mani basse, dimostrando una superiorità netta, disarmante. Entrambe hanno calato un “settebello” che ha fatto saltare il banco, senza lasciare alle avversarie alcuna opportunità di replica.

La Rivarolese 1919, che ha appena vinto il titolo precedendo di un punto il Campomorone S. Olcese, ha steso con un perentorio 7-2 l’ABM Real Leante, che era stata la rivelazione del torneo ad eliminazione diretta, riscattando così in parte la retrocessione in A2. Ma contro le giallorossonere, che le avevano già ampiamente sconfitte in campionato, le levantine hanno soltanto potuto limitare i danni con un paio di conclusioni estemporanee di Valeria Ferretti e Beatrice Verdina.

Le “avvoltoie” si sono gettate sulla preda inerme con i loro artigli affilati, i loro becchi adunchi, sfamandosi” a loro piacimento. La più “ingorda” e stata l’inarrestabile Alice Coppolino (classe 1985, Nazionale Under 19 e Under 20 in gioventù e uno dei migliori prodotti del calcio femminile ligure), che ha realizzato una terrificante tripletta. Katia Germani e Maria Fernanda Fernandez Batancout hanno siglato una mortifera doppietta a testa, facendo valere la loro tecnica sopraffina e un’invidiabile condizione psicofisica.

Il Boglia United, terzo in A1, ha schiantato con un roboante 7-0 lo Zena FC, unica compagine della “cadetteria” femminile a raggiungere la semifinale. Non c’è stata storia, con le bogliaschine che hanno imperversato dal primo all’ultimo minuto, concretizzando le loro azioni veloci ed ispirate con un superlativo tris della scatenata Monica Fasce (ex Gold Star Emotions nel 2015-2016, quando la squadra della “stella d’oro” contendeva il primato al Bar Roma Arenzano) e gli acuti singoli di Marta Basso, Cristina Massa e Barbara Cadeddu; anche un’autorete ha contribuito all’ampio score.

La finalissima si disputerà il 6 giugno, ad Oregina, alle ore 21. Le due sfidanti si sono incontrate recentemente nel turno conclusivo della A1 e il match è terminato in parità (2-2), dopo mille emozioni e tanto spettacolo. E’ lecito attendersi una replica di quella partita. Le rivarolesi, che vogliono vincere tutto, partono leggermente avvantaggiate e consapevoli della propria forza, esaltate dalla possibilità del “doblete” e certe di aver già saltato l’ostacolo più pericoloso, il Campomorone S. Olcese, imponendosi nei quarti per 4-2 dopo i calci di rigore (i tempi regolamentari erano finiti 1-1). Dall’altra parte della barricata, le biancorosse sanno di avere un’occasione importante e forse unica di aggiudicarsi un trofeo. Hanno le armi per contrastare efficacemente le più quotate rivali e scenderanno in campo con la tranquillità di chi non ha nulla da perdere. Insomma, sarà uno scontro aperto ad ogni soluzione e, di sicuro, ne vedremo delle belle.
(Francesco Ferrando)