L' A.F. CALCIO si riconferma campione di Coppa


Vincere è sempre difficile. Riconfermarsi lo è ancora di più. L’A.F.Calcio ha compiuto questo passo fondamentale per diventare una grande squadra, costante nel tempo. Per il secondo anno consecutivo si è infatti aggiudicata la Coppa Lavorarore UISP, una manifestazione che, dopo tre stagioni, accresce il suo fascino e la sua importanza.

Dodici mesi fa, la compagine di Maurizio Bacigalupo e Moreno Palmaverde aveva piegato in finale, al “Comunale di Chiavari”, l’ASLA Genova. Stavolta ha superato, al “Negrotto” di Serra Riccò, il Campomorone S. Olcese per 3-1, dando prova di forza fisica, sagacia tattica, ardore agonistico e feroce determinazione. Un mix perfetto!

I santolcesini, reduci da una stagione brillante, in cui hanno conquistato una trionfale promozione in A1, hanno tentato di arginare la potenza di fuoco degli avversari, ma sono riusciti solo a contenere i danni e ad aprire un’unica breccia nel solido muro difensivo eretto dai bianco-gialloneri: troppo poco per mettere in discussione la supremazia di William Scavo e soci.  

La gara è stata aspra, intensa, combattuta, come si addice ad una finale.La lotta e lo scontro, entro i limiti previsti dal regolamento, sono il sale del calcio. L’essenziale è che, alla fine, dopo "essersele date di santa ragione", gli interpreti si stringano la mano e si diano appuntamento per un’altra, leale, battaglia sportiva. E’ quello che hanno fatto a Serra Riccò i giocatori delle due contendenti.

Con un po’ di mestizia nel cuore i ragazzi di Carlo Bricola, che, dopo aver conservato l’imbattibilità per tutta l’annata, hanno subito un paio di K.O. consecutivi: prima nella finale del Lavoratore A2 (1-3 contro il G. Siri) e poi, appunto, in coppa. Ma la loro “temporada” resta eccellente. Non solo il Campomorone S. Olcese ha riconquistato immediatamente la massima categoria, dopo la retrocessione del 2017-2018 (e in maniera inequivocabile, dominando il Girone B della A2: +14 sulla seconda classificata). Ma è stata pure la prima formazione della “cadetteria ad arrivare così lontano nella Coppa Lavoratore UISP.

Sul fronte opposto, tra le file dell’A.F. Calcio, grandi e giuste e celebrazioni negli spogliatoi per l’impresa appena compiuta, che ha chiuso nel migliore dei modi un’annata in chiaroscuro: a lungo i bianco-gialloneri sono infatti rimasti invischiati nelle zone basse della A1, rischiando addirittura il declassamento. Soltanto nel finale si sono tirati prepotentemente fuori dai guai. Visto l’andazzo, hanno quindi puntato tutto sulla manifestazione ad eliminazione diretta e hanno fatto bene, alzando nuovamente il trofeo.

La dedica, di prammatica, è andata ad Alessandro Ferrando, l’indimenticabile “Lollo” (fratello del preparatore atletico Alberto Ferrando), prematuramente scomparso qualche anno fa. Con le sue iniziali, A.F., ha dato il nome al sodalizio del presidentissimo Maurizio Bacigalupo, sorto nel 2015 sulle ceneri dell’Alcor (di cui Alessandro Ferrando era stato uno dei “padri fondatori”). Il club ottenne subito una miracolosa promozione nel 2015-2016, completando una clamorosa rimonta: dopo un avvio choc, risalì  posizioni su posizioni, piazzandosi terzo. Del resto, lo spirito guerriero era inscritto nel DNA societario; e si è rivelato una caratteristica fondamentale per raggiungere grandi traguardi.

Francesco Ferrando