Lavoratore Serie A1: Golfo Paradiso solo al comando


Era una classica partita da "sliding doors", come capitano ogni stagione a tutte le squadre e che, a seconda, dell'esito, determinano una svolta cruciale. L'A.F. Calcio ha varcato la porta giusta, che le dischiude un futuro glorioso. L'FC Quinto, al contrario, e rimasto nel limbo e, anziché puntare ai quartieri alti, dovrà guardarsi alle spalle per non ripiombare nell'inferno dei bassifondi. 

La formazione di Simone Foglino, sul terreno infido del Baiardo G. Strinati, ha giocato la partita che voleva, malgrado qualche assenza di rilievo (come il risolutore Notarnicola, e Ahmed Fatnassi, partito in panchina). In un match "maschio", ha contato più la foga che il ragionamento, più la forza che la tecnica pura. 

Dopo un avvio sonnolento, da 0-0, la situazione si è sbloccata con una punizione da trentacinque metri di Claudio Trapani, che ha beffato un incerto Picasso. Nella ripresa, invenzione di Christian Fanelli, che ha insaccato con una spettacolare rovesciata in area, degna del miglior Ibrahimovic. Un gesto pieno di forza, genialità e coordinazione. Che non sembrava appartenere al mondo reale, ma piuttosto alla realtà virtuale dei videogiochi (tipo Playstation) o all'universo fantasioso dei cartoni animati (stile Holly e Benji). L'equilibrio è durato poco. Neanche il tempo di bere un caffè che Trapani ha replicato: altra punizione, stavolta a giro, che ha battuto un Picasso decisamente impreparato di fronte ad un tiro magari velenoso, ma non proprio irresistibile. Sono state, in pratica, le uniche conclusioni in porta, ma sono finite tutte a bersaglio. 

Ora, guardando la graduatoria, verrà l'acquolina in bocca ai giocatori bianco-gialloblù: sono infatti a due soli punti dal PRCA Golfo Paradiso, che ha però disputato una gara in più. Il salto di qualità, tentato in estate con qualche "acquisto" mirato, è ormai avvenuto, indipendentemente da come andrà a finire. Ma, in una competizione che ha smarrito la sua "Stella Polare"(la Fia Italbrokers), l'occasione di conquistare un titolo va colta al volo. Perché i sogni, come dimostra l'Atalanta in Champions League, possono anche realizzarsi...

Atmosfera ben diversa, ovviamente, nelle file dei quintini. 
Parlare col decano Franco Bertolla, classe 1944 (ma con l'entusiasmo di un ragazzino e un fisico invidiabile), è sempre un onore e un privilegio. La sua analisi del match è lucida, chiara, imparziale. "Siamo stati castigati - ha dichiarato - da due "punizioni capitali". Si poteva pure pareggiare, non non non ci siamo espressi su buoni livelli. Il fatto è che non si può improvvisare, neanche in una competizione amatoriale. E io devo invece inventarmi ogni volta il centrocampo, reparto fondamentale, come tutti sanno. Contro l'A.F. Calcio ha debuttato l'ecuadoriano William Machuca, che deve ancora ambientarsi. E il nostro playmaker Pandiscia, che mancava da due mesi, ha giocato solo uno spezzone di partita e non poteva certo essere nelle migliori condizioni. Non ci resta che raccogliere i cocci durante la pausa e sperare per il meglio". 

L'11° turno ha offerto una sorpresa clamorosa: la seconda sconfitta consecutiva della Fia Italbrokers (un evento epocale, di cui si era persa memoria). Bravo chi si ricorda quando era accaduto. E lo stupore cresce perché questo K.O. è stato opera dell'ASLA Nuova Edilizia Genovese, che non aveva mai vinto ed era ultima con appena due punticini. Insomma, una compagine in crisi profonda. 

Ma il team di Alessandro Scarcella non è solo una squadra di calcio. È una famiglia. E le famiglie, nei momenti di massima difficoltà, o si disgregano (se le premesse sono labili) o si ricompattano (se la fibra è buona). Si è verificata la seconda ipotesi. I giocatori si sono aiutati l'un l'altro e hanno mostrato energia, forza morale, grinta. In un confronto equilibrato, il primo colpo l'hanno piazzato i campioni in carica, con una botta dall'eterno Giacinto Zito (cinquantuno anni suonati, il miglior bomber del "balun" genovese negli anni '90 e poi collaboratore di Alessandro Manetti sulla panchina dell'Arenzano). 

Negli impegni precedenti, i blues, al primo "strale dell'avverso destino" (per dirla con William Shakespeare), tra l'essere e il non essere, sceglievano di dormire, morire... Sparivano dalla scena e si consegnavano al nemico. Ma stavolta no. Hanno trovato dentro di sé le giuste motivazioni, l'energia e la "garra" per una rabbiosa e fruttuosa reazione. Prima hanno impattato con un sacrosanto rigore trasformato da Matteo Barraco (attaccante del '92, ex Corniglianese) e poi hanno conquistato l'intera posta con una magistrale testata di Stefano Gianelli, che si è liberato in area con un contromovimento da esperto ed abile finalizzatore. VAMOS ASLA, come hanno scritto, commossi ed entusiasti, sulla pagina Facebook della società. In extremis è arrivato dunque un meraviglioso dono di Natale, quando ormai tutti si erano rassegnati a ricevere una manciata di carbone. 

Resta una domanda sospesa nell'aria. Questa seconda débâcle, rappresenta la caduta degli dei o il crepuscolo degli dei? La differenza è sottile, ma sostanziale. Perché la caduta significa una "notte oscura e piena di terrori" (parafrasando le parole di Melisandre, la famosa Donna  Rossa del "Trono di Spade"). Un crepuscolo può ancora regalare invece  lampi accecanti, in grado di accecare i rivali. Il futuro ci fornirà la risposta. 

Per adesso, il capitombolo di Pigliacelli e soci consegna la momentanea leadership al PRCA Golfo Paradiso, che si segnala come la squadra più in forma. I rivieraschi hanno travolto con un perentorio 4-1 l'Ansaldo Energia. Il solito, Luca Laudisi ha recitato il ruolo di prim'attore, calando un tris superlativo. Il poker è stato completato da Fabrizio Casazza. Ex portiere professionista, classe 1970, con 18 presenze in serie A con Venezia, Lazio e Udinese, si e poi trasformato in una punta straordinariamente prolifica a livello amatoriale (nel recente passato ha giocato anche con ASLA Genova e Saint Trappa, oltre ad essersi laureato campione provinciale negli Amatori a sette 2018-2019 con il Serramenti Struppa). Gli ansaldini si sono addolciti un po' la bocca con uno spunto di Felice Mallia, giunto però a risultato ormai acquisito. 

Anche il G. Siri, riavutosi dallo choc per le squalifiche rimediate nella partita con Mignanego Bunker, ha fatto quaterna (4-0) nella tana dell'ARCI Isoverde 1991 Uniservice Unisafe, precipitato in ultima posizione insieme al Boca Devils Genova (sia pure con soli otto incontri giocati). Sono stati i velocissimi "colored" dei "cardinalizi", due autentici ghepardi delle aree di rigore, a compiere sfracelli: Moussa Balla N'Diaye e Adama Kourouma hanno realizzato infatti una strepitosa doppietta ciascuno. Sono stati inafferrabili, immarcabili, dotati di uno strapotere fisico impressionante. Vederli correre, scattare, dribblare e tirare certe sassate è una gioia per gli occhi. A patto di non doverci giocare contro, naturalmente. 

Settimana grigia per la Cattolica Bogliasco, che dopo aver chiuso con un salomonico 0-0 il recupero infrasettimanale con la Frigo Genova MGA, è finita al tappeto (0-2) contro un convincente Campomorone S. Olcese. Eppure i bogliaschini erano partiti forte, cogliendo il palo dopo una quindicina di secondi. Ma all'8' sono i santolcesini, che hanno ormai acquisito una precisa fisionomia di gioco: angolo al bacio di Lungheu e imperiosa testata di Matteo Ottonello, favorito pure da un intervento rivedibile del portiere.

I ritmi sono rimasti alti, specialmente per un campionao di amatori puri. Al 25', l'assatanato Lungheu ha lanciato Coppi, bravo a pescare sul palo lungo Gaetano Petralito, che di testa ha insaccato con prontezza. Grandi feste nello spogliatoio per questa affermazione che chiude in bellezza un 2019 tutto d'oro, con una promozione in A1 e una finale di Coppa Lavoratore UISP, persa contro l'A.F. Calcio. E lode alla Red Bull, la bevanda miracolosa, che ultimamente mette davvero le ali ai rossoverdi. Anche a chi, come Ottonello, non l'ha bevuta!

Nel duello sul fondo, basilare affermazione di misura (1-0) del Mignanego Bunker, che nel delicato scontro diretto con il Boca Devils Genova è tornata ad essere rocciosa e tignisa come nella sua migliore tradizione. Per salvarsi, certe caratteristiche sono un "atout" importantissimo. I polceveraschi hanno aspirato così un'autentica boccata d'ossigeno, anzi tre, balzando al decimo posto. La situazione è invece sempre più preoccupante per i bochensi, rimasti  gli unici ancora a secco di vittorie dopo l'impresa dell'ASLA Nova Edilizia Genovese. In attacco, i gialloblù sono diventati sterili come la superficie di Marte. Soprattutto, il loro "arciere" Marco Luca', dopo aver siglato quattro reti nelle prime giornate, si è bloccato. 

Mister Serpico e l'intero ambiente si appellano alla loro storia.  Quindi, non demordere mai.Testa bassa e denti stretti: solo così si può uscire dai guai. 

Ha riposato Frigo Genova MGA, posizionato in terza posizione, a meno tre dalla vetta. 

Nella classifica cannonieri, Luca Laudisi (PRCA Golfo Paradiso) è già praticamente irraggiungibile, con 18 centri. Adama Kourouma (G. Siri) lo guarda da lontano, con 8 "timbri". Seguono Mauro Narizzano (Fia Italbrokers) a 7 e Simone Notarnicola ( A.F. Calcio) a 6. Daniele Petragallo (Campomorone S. Olcese) viaggia a quota 5. Poi a 4 troviamo Giacinto Zito (Fia Italbrokers), Soufiane El Kamel, Andrea Maraniello e Luca Nicola Traggiai (tutti della Cattolica Bogliasco), Christian Fanelli e Antonio Saggiomo (coppia dell'FC Quinto), Claudio Trapani (A.F. Calcio), Marco Luca' (Boca Devils Genova) e Simone Peso (Gente Della Notte Frigo Genova MGA).

Il campionato si ferma adesso per le festività natalizie. Si ricomincerà il 10 e 11 gennaio 2020. Agurissimi a tutti!

Francesco Ferrando