L’impegno Uisp per il riconoscimento delle attività sportive dilettantistiche


Proviamo a ricostruire questa settimana nella quale l’Uisp ha espresso in tutti i modi la voglia dello sport sociale e per tutti, protagonista attraverso migliaia società sportive e asd del territorio, di esserci e farsi sentire. Nei sette giorni appena trascorsi la presidenza nazionale Uisp, così come i dirigenti regionali e territoriali, sono stati impegnati per far pressione sul governo e sulle istituzioni locali con un obiettivo preciso: non fermate lo sport per tutti. Attraverso i media nazionali e locali, l’appello lanciato domenica 11 ottobre è rimbalzato anche sui tavoli del governo e delle forze politiche.

Le preoccupazioni per uno stop indifferenziato di tutto lo sport per tutti, sia quello tra gruppi informali, sia quello organizzato dagli Enti di promozione sportiva, rispettando precisi Protocolli di sicurezza, si era diffusa già nel corso di domenica e Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, è intervenuto lunedì 12 ottobre in diretta su Rai News, rappresentando tutte le preoccupazioni dello sport del territorio:

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Vincenzo Manco ha spiegato che cosa chiede l’Uisp: garantire sicurezza e allo stesso tempo lasciare in piedi quelle attività organizzate e promosse da organismi sportivi riconosciuti, come gli Enti di promozione sportiva. Ovvero: “oltre alla possibilità di svolgere attività motoria sportiva e di allenamento, l’Uisp chiede che vengano garantiti gli eventi e le competizioni sportive riconosciuti di interesse nazionale e regionale dagli Enti di Promozione Sportiva. In caso negativo ci troveremmo di fronte ad una non giustificabile disparità tra organismi sportivi riconosciuti dal Coni. Una condizione onestamente che non sarebbe sopportabile”.

In mattinata Vincenzo Manco era intervenuto su Rai Radio Sport 1: “Abbiamo lanciato un allarme alle istituzioni competenti perché ci arrivano notizie preoccupanti perché chiediamo chiarezza nel prossimo Dcpm. Ovvero chiediamo che le attività dilettantistiche e le competizioni nazionali e regionali, organizzate da Federazioni ed Enti di Promozione sportive, possano continuare a svolgersi perché vigilate e controllate da organismi sportivi titolati, con il rispetto rigoroso dei Protocolli”.

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Nelle primissime ore di martedì 13 ottobre è stato diffuso il nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) con nuove norme per contrastare l’impennata dei contagi nel nostro Paese e prevedere nuove restrizioni. Sono state vietate le attività sportive "di contatto" e i giochi di squadra autorganizzati tra amici: il ministro dello sport Vincenzo Spadafora ha definito nel dettaglio, attraverso un decreto, i cosiddetti "sport di contatto", per i quali come previsto appunto dalle nuove norme introdotte in Italia, a livello "amatoriale", è scattato il divieto di svolgimento. 

Nel Dpcm firmato dal presidente Conte si legge che le attività sportive di contatto sono "consentite da parte delle società professionistiche e - sia a livello sia agonistico che di base - dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Coni, dal Comitato Paralimpico, nel rispetto dei Protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline Sportive associate ed Enti di Promozione Sportiva, idonei a prevenire e ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”.

Nella mattinata del 13 ottobre Vincenzo Manco ha commentato con soddisfazione in diretta su Radio 1 Rai il testo del Dpcm: “Eravamo molto preoccupati e ci siamo mossi per salvaguardare le nostre attività in queste ore, visto che abbiamo sempre risposto con grande senso di responsabilità nei confronti della sicurezza e della salute dei cittadini. La soluzione prevista dal Dpcm salvaguarda la salute e al tempo stesso non blocca le attività dilettantistiche come le nostre, gestite con senso di responsabilità e nel rispetto dei Protocolli di sicurezza”. 

ASCOLTA L’INTERVISTA DI VINCENZO MANCO, UISP, A RADIO 1 RAI (ore 10.40 di martedì 13 ottobre, nell’ambito del programma “Che giorno è”)

Anche Tiziano Pesce, vicepresidente nazionale Uisp, ha commentato positivamente con un post sul proprio profilo Facebook: “Il nuovo Dpcm contina a consentire lo svolgimento delle attività organizzate all'interno dell'ordinamento sportivo, da organismi (quindi Enti di Promozione sportiva, Federazioni, Discipline associate), da associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate, soggetti già impegnati a rispettare tutte le norme dei rigidi Protocolli nazionali.

“Si è andati verso quanto sollecitato, con forza e nettezza, dalla Presidenza nazionale Uisp, sin dalle prime ore di domenica mattina - prosegue Pesce - Per questo occorre già ringraziare il Consiglio dei ministri e, in modo particolare, il ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora e il direttore del Dipartimento Sport Giuseppe Pierro”. 

Nell’ambito di questa azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e del governo sull’importanza della sicurezza nello sport e, al tempo stesso, della garanzia di svolgimento delle attività dilettantistiche con il rispetto dei Protocolli degli Enti di promozione sportiva, nel pomeriggio è intervenuto Tiziano Pesce, vicepresidente nazionale Uisp: “Oltre a ricordare che lo sport fa bene abbiamo voluto sottolineare le difficoltà che stanno vivendo le migliaia di associazioni e società sportive del territorio. Molte di loro si sono indebitate. Tanti sostegni promessi a livello locale non sono arrivati. Chiediamo grande attenzione e rispetto per il sistema sportivo di base”.

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Tiziano Pesce dai microfoni di Settimana Sport Tv ha sottolineato le difficoltà del momento: “manteniamo forte il dialogo con i nostri dirigenti delle società sportive e delle asd perché c’è grande preoccupazione e timore in giro. Siamo operativi a tempo pieno per organizzare al meglio le attività che riusciamo a svolgere, rispettando gli aspetti regolamentari e disciplinari a garanzia della salute delle persone”.

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Ecco il testo del Protocollo Anticovid Uisp: integrazione eventi e competizioni, aggiornato al 25 settembre, secondo le normative vigenti e diffuso in tutte le articolazioni associative. (I.M.)